Roma, 22 giu – “La nave fuorilegge Lifeline (Ong tedesca che usa finta bandiera olandese e mi diede del ‘fascista’) è ora in acque di Malta, col suo carico illegale di 239 immigrati. Per la sicurezza di equipaggio e passeggeri abbiamo chiesto che Malta apra finalmente i suoi porti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, su Facebook. “Chiaro che poi quella nave dovrà essere sequestrata, ed il suo equipaggio fermato – aggiunge il vicepremier – Mai più in mare a trafficare, mai più in Italia. Sento il Popolo vicino, grazie per l’affetto!”.
Prosegue quindi il braccio di ferro tra il governo italiano e le Ong responsabili del traffico di clandestini. Nella fattispecie, nel mirino di Salvini c’è la Ong tedesca Mission Lifeline (il cui fondatore, Alex Steier, è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina presso la Procura di Brema), che ha voluto a tutti i costi caricare a bordo 239 clandestini al largo della costa libica, scatenando l’ira del nostro esecutivo.

Ieri Salvini in una diretta Facebook ha spiegato che “Lifeline, contravvenendo a tutte le regole e a tutte le leggi, avendo spento da giorni le strumentazioni, di forza ha caricato a bordo 224 clandestini. Erano su gommoni partiti dalla Libia su acque di competenza della Libia. La Guardia costiera italiana ha scritto alla Ong ‘non muovetevi ci pensano le autorità libiche’. Lo stesso ha fatto Tripoli. Cosa hanno fatto questi disgraziati? Mettendo a rischio la vita dei migranti, non hanno ascoltato le autorità italiane e libiche e sono forzosamente intervenuti per caricare il prezioso quantitativo di carne umana a bordo. Perché sono buoni? Mi lasciate nel dubbio che lo facciano per interesse? Altrimenti con le motovedette libiche lì non sarebbero intervenute”.
Come è accaduto nei giorni scorsi alla nave Aquarius, sempre carica di clandestini, e spedita in Spagna, anche in questo caso l’Italia ha chiuso i porti alle Ong. “Cosa facciamo? – ha detto Salvini – Questa nave di pseudo volontari batte bandiera olandese. Questa nave l’Italia la vedrà solo in cartolina. Ma non perché io sono cattivo. Perché le regole vanno rispettate e non si gioca con le vite umane. Avete fatto un atto di forza? Bene questo carico di esseri umani ve lo portate in Olanda. Penso che siano disponibili ad assecondare la vostra bontà in Olanda. Porti italiani nisba, fate un giro più largo”. A riprova di tutto, il ministro dell’Interno ha mostrato in diretta la nota ufficiale del Viminale inviata all’Olanda per chiedere ad Amsterdam di farsi carico della nave di Mission Lifeline.
Dal canto suo però la rappresentanza olandese presso l’Ue ha scritto su Twitter rispondendo che “Seefuchs e Lifeline non navigano sotto bandiera olandese secondo la Convenzione dell’Onu sul diritto del mare: queste navi appartengono a Ong tedesche e non sono presenti nel registro navale olandese. Quindi l’Olanda non è in grado di dare istruzioni a queste imbarcazioni. L’Italia è consapevole della posizione olandese”. Al che Salvini ha tuonato: “La nave ce la prendiamo in Italia e arrestiamo tutto l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questa nave non è registrata in Olanda, da Amsterdam ci hanno risposto due ore fa, ‘non è una nave nostra’ hanno detto, e allora è una nave pirata”.
Sul caso è intervenuto anche il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. “Salvare le vite in mare è una missione fondamentale, rispetto alla quale l’Italia non si tirerà mai indietro. Ma va fatto in sicurezza e legalità”, ha precisato.
Il governo olandese “ha dichiarato ufficialmente di non avere da nessuna parte registrata quella Ong” che quindi “potrebbe essere potenzialmente una nave pirata“, ha spiegato il ministro. Se la bandiera esposta dall’imbarcazione non dovesse corrispondere alla nazionalità dichiarata, “attraverso la guardia costiera italiana verrà sequestrata e non potrà più tornare in mare“, ha avvertito Toninelli. “Faremo la stessa cosa – ha aggiunto l’esponente del M5S – nei confronti dell’altra nave Seefuchs” dal momento che “il governo olandese ha affermato di non avere elementi sufficienti per dichiarare che questa Ong è registrata presso il governo stesso”. Vista la malaparata, anche la Seefuchs della Ong tedesca Sea Eye ieri è scappata a Malta.

Come se non bastasse, ieri, dopo le dichiarazioni di Salvini e Toninelli, Lifeline ha anche lanciato una petizione per chiedere un porto sicuro per i 229 clandestini sottratti alla Guardia costiera libica in acque libiche, senza autorizzazione del Mrcc (Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo) di Roma.
Ma c’è di più, la nave della Lifeline, già in difficoltà per i 239 clandestini a bordo, anche perché non è omologata per le operazioni Sar (Ricerca e soccorso) perché non può trasportare un numero così elevato di persone, nella notte ha sfidato ancora il nostro governo intervenendo in un’altra operazione di soccorso di un gommone carico di immigrati.

Nel frattempo, sempre ieri, è emersa un’altra questione, che chiama in causa i rapporti Italia-Tunisia. “Visto che le motovedette libiche erano impegnate in operazioni rese impossibili da loro (l’Ong Lifeline, ndr) – ha spiegato Salvini – a ovest della Libia sono stati segnalati altri due gommoni. Hanno chiamato la Guardia costiera italiana ma sono a 18 miglia dalla Libia e vicino alla Tunisia. Non si capisce perché dobbiamo intervenire noi. Abbiamo chiesto l’intervento della Tunisia, visto che i libici non possono esserci perché stranno litigando con l’Ong. E visto che siamo al confine con la Tunisia, intervengano loro o Malta”. La linea del nostro governo quindi è radicalmente cambiata. Fino ad oggi, infatti, quando Tunisi non era in grado di intervenire, l’Mrcc di Roma prendeva in automatico il comando delle operazioni. Stavolta però l’ordine non è arrivato. Anzi è arrivato quello di non intervenire. “Anche le navi della Marina italiana che fanno un lavoro eccezionale, ora dovranno stare nei pressi delle nostre coste – è l’ordine del Viminale – Ci sono altri che devono intervenire. Penso a Malta e alla Tunisia. Non possiamo farci carico da soli dei costi sociali dell’immigrazione“.
Salvini parla forte e chiaro: “Se si vuole dare un taglio al business dell’immigrazione clandestina, se vogliamo stroncare gli scafisti, dobbiamo far capire che i taxi del mare devono fermarsi. Voglio salvare vite ma sono pagato dagli italiani per difendere la loro sicurezza. Non voglio che le Ong pensino di sbarcarli tutti in Italia”.

Adolfo Spezzaferro

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