Torino, 15 giu –  Eurizon è la società che gestisce i risparmi degli italiani (sgr), sia retail che fondi istituzionali, di proprietà di Intesa Sanpaolo. Si tratta della seconda più grande casa d’investimento italiana con 314 miliardi di euro in gestione. Secondo il Financial Times, BlackRock, che già detiene una quota del 5% dell’istituto di credito torinese, vorrebbe acquistare una quota del 10% gruppo di asset management. Un ipotetico accordo permetterebbe al colosso americano di rafforzare la posizione in Italia, uno dei mercati più ricchi al mondo sotto il profilo del risparmio, contando sull’appoggio del principale gruppo bancario domestico. È strano che nessun membro del governo si sia espresso su questa indiscrezione. Sono in gioco gli interessi strategici della nostra economia. Vediamo perché. Alle sgr sono riservata la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio (Fondi pensioni per esempio). Esse dunque devono operare sotto stretto controllo di Bankitalia e Consob. In più come si spiega sullo stesso sito di Eurizon, la sgr è al 15% del mercato italiano e distribuisce i suoi fondi sul mercato retail sia attraverso le filiali di Intesa Sanpaolo, che attraverso collocatori “extra-captive”. Un ricco salvadanaio su cui il fondo speculativo americano vuole mettere le mani.

Blackrock, infatti, è la più grande società di investimento nel mondo. Con sede a New York, gestisce un patrimonio totale di oltre 6mila miliardi di dollari (al dicembre 2017) di cui un terzo in Europa. In Italia è il quinto gestore patrimoniale per masse, con il 4% del mercato. Il fondo avvoltoio detiene un pacchetto del 5% di Intesa Sanpaolo il 4,8% di Telecom Italia e il 4,9% di Unicredit. Nel proprio menù di partecipazioni, gli americani possono annoverare altri gioielli italiani come Atlantia, società di controllo di Autostrade per l’Italia, Azimut (cantieri navali), Prysmian (tecnologie energetiche) e un altro istituto di credito, Ubi Banca.

Oggi il valore delle azioni delle nostre banche è di gran lunga inferiore ai livelli pre-crisi e questo incentiva l’acquisto. Gli squali sentono sempre la vicinanza della preda. Proprio per questo, il controvalore delle partecipazioni che fanno capo ai fondi d’investimento è superiore a 278 miliardi di euro. Questo è ciò è emerso lo scorso ottobre da un’elaborazione che Il Sole 24 Ore ha fatto su dati S&P Market intelligence. Una crescita superiore al 50% frutto in parte dell’apprezzamento dei corsi azionari della Borsa italiana e in parte di un aumento dell’esposizione dei grandi investitori internazionali sul capitale delle società quotate. Un fatto, quest’ultimo, che risulta evidente se si confronta il valore delle partecipazioni di questi soggetti in rapporto alla capitalizzazione della Borsa. Sul podio si confermano i fondi americani Blackrock, Vanguard e Capital Group. Tre colossi americani dell’asset management che investono attraverso una rete capillare di fondi e che ad oggi risultano avere un’esposizione pari a 24,4, 18,4 e 11,4 miliardi di euro rispettivamente. Il caso Eurizon, dunque è solo la punta dell’iceberg. Il quadro che emerge è chiaro: dopo aver smantellato l’industria nazionale le oligarchie finanziarie puntano a mettere le mani sui risparmi degli italiani.

Salvatore Recupero

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