Milano, 8 giu – L’intesa tra il Viminale e i Comuni per la distribuzione dei migranti, siglata nel 2016, prevedeva dei tetti massimi di immigrati per ogni Comune italiano. Un piano che, però, è stato disatteso e a oggi in Lombardia sono solo 194 i Comuni che rispettano tali quote. A riferire la notizia è il Giornale, che cita un’analisi di Éupolis Lombardia sui migranti nelle strutture di accoglienza in Lombardia, con i dati aggiornati ad aprile.

In Lombardia ci sono 630 comuni che ospitano richiedenti asilo. Il che significa che i quasi 21 mila immigrati presenti nei centri di accoglienza lombardi sono concentrati in poco più del 40% dei comuni. In media ci sono 14 clandestini per ciascun Comune, con punte di oltre 30 nei comuni di fascia superiore. Un numero ben al di sopra di quanto stabilito dal ministero degli Interni.

A Milano la situazione è particolarmente grave, poiché il Viminale fissava un tetto massimo di 2.700 migranti da accogliere. In realtà all’ombra della Madonnina gli immigrati irregolari, in attesa di veder riconosciuta la domanda di asilo sono 3.128. Un dato di cui si deve tenere conto se si considera che nei giorni scorsi una delle strutture di accoglienza più grandi, il centro profughi di via Sammartini a due passi della Stazione Centrale, ha in previsione la chiusura delle sue porte per diventare un rifugio per senzatetto. Il risultato sarà avere migliaia di persone che bivaccano fuori dalla Stazione.

Se si fa la media matematica del numero di immigrati irregolari spalmata sul totale dei comuni lombardi le quote fissate dal Viminale sono rispettate, ma se si guarda alla realtà dei fatti si nota che ci sono Comuni che sono sovraffollati e altri dove di richiedenti asilo non vi è traccia. E solo in 194 rispettano le regole. A pagarne le spese sono soprattutto i centri più piccoli, quelli con meno di 2mila abitanti, dove in media ci sono almeno 10 richiedenti asilo, contro un massimo previsto di 6. Il caso limite è un piccolo centro in provincia di Bergamo: Valleve, dove ci sono 195 migranti per mille abitanti.

Anna Pedri

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